
Il 15 aprile è la Giornata mondiale dell’arte, istituita per celebrare il compleanno di Leonardo Da Vinci, nato il 15 aprile 1452. Un grande artista e inventore italiano eclettico e che non si fermava mai solo alla visione di qualcosa, voleva andare a fondo, capire come funzionava, scomporla e interrogarsi. Era decisamente il contrario del visitatore medio frettoloso che oggi visita i luoghi della cultura, trascorre in media meno di 33 secondi davanti a un’opera. Giusto il tempo di uno sguardo fugace e di una foto da mettere nelle stories di Instagram per poi passare oltre.
Inoltre, secondo dati dell’Osservatorio Innovazione Digitale per la Cultura della POLIMI School of Management, solo il 6% dei musei italiani dichiara investimenti in intelligenza artificiale e appena l’1% ha avviato progetti strutturati in questo ambito. Questo gap ha un peso notevole sull’esperienza di visita, perché senza strumenti digitali che accompagnano il visitatore nella comprensione, i musei restano luoghi dove si guarda e in cui non sempre si capisce ciò che si ha davanti.
Un problema che la startup veneta amuseapp cerca di risolvere con l’intelligenza artificiale, rendendo i luoghi della cultura più comprensibili e accessibili. “Sempre più visitatori entrano in un museo e ne escono con poco più di qualche fotografia da “postare”. Questo accade perché non hanno gli strumenti per capire. Leonardo sarebbe rimasto ore davanti a un’opera, non per ammirarla, ma per interrogarla; è per questo che noi proviamo a dare a tutti quella stessa possibilità attraverso la tecnologia”, osserva Marco Da Rin Zanco, co-founder e CEO di amuseapp.
Catapultato nel 2026, Leonardo entra in un museo
Immaginate Leonardo che varca la soglia di un museo nel 2026. Non cerca la mappa, non si aggrega a una visita guidata, ma estrae il suo smartphone, inquadra un QR code, sceglie la sua lingua. Poi inizia a fare domande, su un dettaglio architettonico, su una tecnica pittorica, su chi ha commissionato quell’opera e perché. Torna indietro su qualcosa che lo ha incuriosito, poi devia dal percorso fermandosi dove vuole e per quanto tempo vuole.
La semplice visita diventa un’indagine attenta, che ispira, sollecita la mente e, soprattutto, lascia il segno, esattamente il tipo di esperienza che amuseapp rende possibile oggi: contenuti personalizzati per età, livelli di esperienza, tipologia di visitatore, interessi e lingua.
amuseapp ha chiesto al suo agente AI: Leonardo, quali musei visiteresti?
Leonardo avrebbe fatto domande, cambiato rotta, approfondito l’inaspettato in base alle sue passioni e sensazioni. Forse avrebbe fatto un’eccezione, la prima tappa sarebbe quasi certamente il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano che porta il suo nome e custodisce la più grande collezione al mondo di modelli costruiti a partire dai suoi disegni.
Poi, però, con la stessa curiosità, avrebbe visitato tre luoghi della cultura del network di amuseapp che sembrano fatti apposta per lui:
1 Fondazione Volandia, parco e museo del volo
“Tutta la mia vita ho sognato di far volare l’uomo, per questo disegnai ornitotteri, viti aeree e paracaduti. Sapere che esiste un luogo dove quei sogni si sono materializzati, dagli aerei a elica ai jet, mi commuoverebbe fino alle lacrime. I percorsi disponibili su amuseapp, “percorso aeronautica kids” e “percorso spazio”, li percorrerei entrambi, non come bambino, ma come ingegnere insaziabile”.
2 Fondazione Stradivari, museo del violino
“La musica è sorella della pittura, io stesso suonavo la lira da braccio alla corte di Ludovico il Moro. Stradivari raggiunse con il legno e le corde ciò che io cercavo con la pittura, ovvero la perfezione assoluta nella vibrazione della materia. Studiare le sue forme sarebbe per me una lezione di geometria, acustica e bellezza”.
3. Casa Colombo
“Cristoforo partì verso l’ignoto basandosi su calcoli e coraggio. Io facevo lo stesso ogni volta che aprivo un cadavere o lanciavo un modello di aliante dalla collina. Siamo fratelli nella curiosità e, anche se non ci siamo mai incontrati, il fatto che qui, attraverso la piattaforma, sia possibile parlare con Colombo in persona, mi fa pensare che questo è il tipo di magia che avrei voluto inventare io”, conclude Leonardo da Vinci.
“È facile pensare a Leonardo qui, intento a interrogarsi e cercare connessioni. In fondo, erano coetanei e chissà se Leonardo, in qualche modo, avrà saputo del viaggio che intendeva organizzare Colombo con la sua “pazza idea” di “Buscar el levante por el ponente”- commenta Valentina Cavalieri, Responsabile di Produzione Casa Colombo per C.S.C. Solidarietà e Lavoro. “Con amuseapp i visitatori possono fare esattamente quello che avrebbe fatto lui: esplorare, fare domande e interagire con un chatbot che risponde come fosse Colombo in persona“.
