Roberta Mazzacane giornalista

Chi conosce Radio Regione? Ennesima truffa editoriale…

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Lo scorso anno ho rischiato di vivere un’estate letteralmente DI FUOCO grazie al lavoro che pensavo di aver trovato con Radio Regione… una radio web che però trasmette anche su FM, con sedi a Roma e a Milano e che nelle altre regioni aveva centinaia di collaboratori (a sentire loro…). Nella loro organizzazione piramidale formidabile c’erano formidabili speaker radiofonici, tra cui Valentina Poggi, che è stata la mia “responsabile”, e che guardacaso non compare più tra gli speakers di Radio Roma Capitale... molti videointervistatori (tra cui degli amici e colleghi giornalisti, ma che si sono prestati al ribasso a fare un’attività che di giornalistico non aveva proprio nulla…), e poi la base, noi ultimi arrivati che dovevamo collaborare con Radio Regione per cercare di prendere contatti con i professionisti interessati a farsi pubblicità con un passaggio in radio. Il bello è che sul sito, ancora attivo, piccolissimo in basso c’è scritto che si possono acquistare FACOLTATIVAMENTE i video delle interviste  a pagamento in uno dei seguenti formati: Basic – 75€ + IVA , Pro – 95€ + IVA , All Social – 290€ + IVA, Edit Talk Personalizzato – 100€ + iva, RRTS LIGHT – 350€ + Iva, RRTS SMART – 500€ + Iva, RRTS PREMIUM – 650€ + iva.

Il meccanismo è questo: io come altre squadre, dopo un’apposita formazione da remoto, in cui non facevano altro che raccomandarsi di non usare la parola intervista, ma bensì preferire i termini “testimonianza”, “chiacchierata” o simili, dovevamo cercare e intercettare sul web, sui social e sugli elenchi telefonici online dei professionisti di tutta Italia, da far inserire in palinsesto offrendo loro la possibilità di intervenire raccontando in radio il loro mestiere, alcuni aspetti della propria professione, da concordare insieme con lo speaker che avrebbe condotto la videointervista e poi la palla passava a chi avrebbe eseguito la videointersvista, che nello stesso file avrebbe compilato l’esito della testimonianza e alla fine si passava la palla ad altri collaboratori che dovevano ricontattare i professionisti che avevano fatto le interviste per chiedergli se avessero deciso di acquistare anche il file video o no. Mentre la messa in onda del file audio doveva essere pubblicata e diffusa sul sito Radio Regione in onda in ogni caso, gratuitamente, con la garanzia di non escludere nessuno, nemmeno i professionisti che decidevano di concedere solo la loro testimonianza gratuitamente.

Riporto un passo dell’articolo pubblicato da Zone d’ombra tv che approfondisce il modus operandi precedente alla mia collaborazione con loro: “Zone d’Ombra è in grado di riferire in maniera dettagliata l’organizzazione della struttura. Da novembre 2020 a giugno 2021 abbiamo seguito da vicino i passi della struttura. Decine di speaker sparsi un po’ in tutt’Italia, in modalità smartworking, producono per la radio migliaia di interviste da 8 minuti circa cadauno. Dunque, per fare due conti, vuol dire che su una media di 100 collaboratori la radio incassa, in un solo mese, circa 30mila interviste. Per ogni intervista fatta – mediamente 10/12 al giorno – lo speaker porta a casa 2.50 euro. Lordi. I video, pronti per essere messi in onda, vengono proposti agli intervistati anche con una formula a pagamento: chi desidera avere il video per diffonderlo sui Social deve pagare un prezzo che oscilla tra 70 e i 290 euro. E il punto interessante è proprio questo: in tanti hanno lamentano la poca trasparenza nella gestione dei contatti da intervistare“.

Il mio contratto era stato stipulato con l’agenzia “The social marketing s.r.l.s.” oggi inesistente e nel cercare di recuperare il mio CU 2021 per la dichiarazione dei redditi mi sono imbattuta in una serie di articoli di approfondimento, compreso anche un servizio andato in onda su Striscia la notizia e uno di Mi manda Rai3, proprio sulle presunte truffe messe in opera da Radio Roma e Radio Regione.

Ecco qui il problema. Io mi sono accorta della “malaparata” quasi subito e dopo 20 giorni di telefonate incessanti, messaggi whatsapp a tutte le ore, formazioni su formazioni, controlli di quanti professionisti avevo raggiunto e quante interviste gli avevo procurato… se sul file non c’erano un tot di contatti al giorno inseriti, non ti pagavano certo il corrispondente importo precedentemente accordato, ma rielaboravano a ribasso il valore economico della tua forza-lavoro (anche se magari eri stato collegato il doppio del tempo). In conclusione, complice il caldo e la voglia di andarmene al mare (visto che anche molti miei contatti mi rispondevano di richiamarli a settembre), ho lasciato e ho ricevuto un solo pagamento di SOLI 20 EURO dopo quasi un mese di lavoro in cui stavo collegata quasi 5/6 ore al giorno, tutti i giorni (pure sabato e domenica) ma c’è chi ha resistito parecchio tempo ed avanza, ad oggi, parecchi soldini… Come scrive ancora Zone d’ombra: “Gli ex collaboratori di Radio Regione Radionews24 attendono ancora i pagamenti. E, nonostante questo, Radio Regione continua a cercare altro personale. Le società con cui gli ex collaboratori avevano firmato un contratto sono almeno due: la T.S.M. Srls e la Servizi Market Srls. Società con cui non siamo riusciti a metterci in contatto in quanto non esiste un numero di telefono. Della Servizi Market Srls pare non esserci nemmeno una sede legale visto che a Gallipoli – sede indicata in calce ai contratti di collaborazione – non vi è traccia nemmeno del rappresentante legale, il signor Vincenzo Montinaro”.

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